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ASN: il TAR Lazio chiarisce i limiti delle Commissioni

Una recente sentenza del TAR Lazio ha segnato un passaggio significativo in materia di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), riaffermando i limiti entro cui devono operare le Commissioni giudicatrici.

Il Tribunale amministrativo ha infatti annullato il diniego di abilitazione a Professore di prima fascia nei confronti di una docente universitaria, disponendo che la sua posizione venga nuovamente valutata da una diversa Commissione.


Il punto centrale della decisione

Nel caso esaminato, la Commissione aveva negato l’abilitazione nonostante la candidata risultasse in possesso dei requisiti minimi richiesti. Secondo il TAR, il giudizio negativo si fondava sull’introduzione di criteri ulteriori, non previsti dalla normativa di riferimento, ai quali era stato attribuito un peso decisivo.

Il Tribunale ha chiarito che le Commissioni non possono creare, in sede valutativa, parametri aggiuntivi tali da alterare il quadro dei requisiti stabiliti dalla legge.


Cosa ha stabilito il TAR Lazio

La sentenza afferma alcuni principi rilevanti:

  • il possesso dei requisiti minimi previsti dalla normativa deve essere correttamente valorizzato;
  • non possono essere introdotti criteri extra con valore determinante ai fini del diniego;
  • non può esistere una “gerarchia nascosta” tra titoli, indicatori o elementi di valutazione non espressamente prevista dalle regole applicabili.

In sostanza, la discrezionalità tecnica delle Commissioni non può trasformarsi nella possibilità di modificare, integrare o irrigidire i criteri fissati dalla disciplina ASN.


Gli effetti della sentenza

A seguito della decisione, il giudizio negativo è stato annullato. Il TAR ha disposto una nuova valutazione della candidata, da effettuarsi da parte di una Commissione in diversa composizione.

Il riesame dovrà avvenire entro 90 giorni, nel rispetto dei principi indicati dal Tribunale.


Perché la sentenza è importante

La decisione rafforza un principio fondamentale per tutti i candidati all’Abilitazione Scientifica Nazionale: le Commissioni devono attenersi ai criteri previsti dalla legge e non possono introdurre parametri ulteriori capaci di incidere in modo decisivo sull’esito della valutazione.

Si tratta di un chiarimento rilevante, perché tutela la trasparenza delle procedure ASN e conferma che la valutazione dei candidati deve svolgersi entro un quadro di regole chiaro, predeterminato e conoscibile.



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