Secondo la Cassazione, l’INPS non può negare automaticamente la NASpI solo perché il lavoratore percepisce l’assegno ordinario di invalidità. Ogni posizione deve essere valutata in modo specifico, tenendo conto della situazione concreta del lavoratore, dei requisiti contributivi, della causa della cessazione del rapporto di lavoro e della normativa applicabile. Il punto centrale è che la presenza dell’assegno ordinario di invalidità non può costituire, da sola, un motivo sufficiente per escludere il diritto alla prestazione di disoccupazione. Il lavoratore che ha ricevuto un diniego dall’INPS non dovrebbe fermarsi alla sola comunicazione di rigetto. Se la NASpI è stata negata perché è già presente un assegno ordinario di invalidità, il provvedimento potrebbe essere contestabile. L’INPS, infatti, è tenuto a verificare se sussistono le condizioni per riconoscere la prestazione oppure per consentire al lavoratore di esercitare correttamente i propri diritti. In alcuni casi, potrebbe essere necessario valutare anche il rapporto tra assegno ordinario di invalidità e indennità di disoccupazione, compresa l’eventuale scelta tra le due prestazioni secondo quanto previsto dalla disciplina applicabile. Il diniego della NASpI può meritare un approfondimento quando: In queste situazioni, può essere opportuno esaminare il provvedimento ricevuto e verificare se vi siano i presupposti per presentare ricorso.Assegno di invalidità e NASpI: il chiarimento della Cassazione
Cosa cambia per il lavoratore
Quando il diniego INPS può essere contestato